Wednesday, August 8, 2012

Cittadina Del Mondo

Ripenso alla musica e la commedia di una volta, al genio di artisti che con ironia riuscivano a far ridere e piangere, a comunicare sofferenza e insofferenza. Perche' ci siamo dimenticati come si fa l'arte, come si fa ridere? Senza valori e cultura non e' possibile creare nulla di intelligente e valido, e io vorrei tanto rituffarmi un po' in quel passato che non ho vissuto, ma che ho visto negli occhi dei miei genitori.

Prendiamo Cocchi e Renato: CHE GENI! Non so quale loro canzone preferisco, da Ho visto un re, a Come porti i capelli bella bionda, Porompompero, l'Uselin della comare, A me piace il mare, La gallina, Canzone intelligente...sono comici, ironici, spassosi ma pur sempre dignitosi e colti. E Toto', grazie a mio padre so a memoria quasi tutti i suoi film, e ognuno e' piu' bello dell'altro. Franco Franchi e Ciccio Ingrassia e' un'altra coppia che va citata. Proietti, Benigni avevano un posto sul podio della mia stima, ma oggi si sono venduti per altri 5 minuti di fama. Rivorrei il Gigi di A me gli occhi, e il Benigni innamorato di Dante, o al fianco di Troisi, altro genio della commedia.

Cosa saremmo noi italiani senza la commedia o senza la musica? Non saremo nulla, giusto un popolo di sfaccendati contadini. L'arte ci ha innalzato e ci ha reso quello che siamo, e ha dato una mano di smalto su uno stivale vecchio e pieno di buchi. La cultura popolare trasformata in tradizione e florido passato e' stato il trampolino di lancio per il genio che si e' manifestato in secoli. Le menti brillanti che hanno illuminato la nostra storia erano piccole lucciole in uno stagno di ignoranza, che sono riuscite a brillare come stelle e hanno tramandato il loro sapere e la loro devozione alle future generazioni. Quale altro popolo puo' dire di aver avuto un Dante, un Galileo, un Leonardo, un Michelangelo, un Colombo, chi altri ha una letteratura, poesia, arte, storia piu' agguerrita e passionale della nostra? Chi puo' competere con il nostro cibo e la nostra musica?

Eppure guardateci oggi. Dopo un millennio di evoluzione e innovazione ci siamo adeguati e conformati, e della bella Italia verde e innamorata e' rimasto un ammasso informe di brutte abitudini e scorrettezze. La corruzione ha portato via il sole, lasciando ignoranza e preconcetti. Siamo ottusi, pigri, inetti. Io rivoglio le stradine di ciottoli, i vestiti semplici, l'amore a prima vista, lettere dolci scritte a mano e lette sotto i meli in fiore. Vorrei una bella canzone napoletana e l'odore di pesce e di mare. Dove sono i ragazzini che rubavano dalle bancarelle, i padri severi, l'ignoranza quella genuina e di principio? Abbiamo scordato il contatto con la nostra cultura, le nostre radici, di noi e' rimasto solo il brutto carattere, la volgarita' e l'incapacita' di accettare il diverso. Tutta la poesia se ne e' andata.

E allora rinnego le mie origini, rinnego il mio sangue, rinnego di appartenere a quello che siamo diventati. Non sono ne una ventenne ne un'italiana, perche' la grande maggioranza di quelli che appartengono alle due categorie sono mediocri, ladri, bugiardi, truffatori, oppure stupidi e senza futuro. Mi ribattezzo cittadina del mondo, senza genitori, padroni, tradizioni. Nella mia memoria rimarra' sempre l'immagine delle nuvole di polvere in estate, di una limonata sotto ai pini, le mamme genuine che ti preparano il coniglio alla cacciatora e ti insegnano e mungere le mucche o a fare il caffe', le vecchie di paese che fanno l'uncinetto e ti guardano storto, i film in bianco e nero che raccontano della poverta', lo sguardo di un bambino che desidera una pastarella attraverso le vetrine, il profumo di un libro vecchio, il piacere di risvegliarsi all'ombra di una quercia, il canto delle cicale e la carezza del vento d'autunno, e i temporali che si abbattono violenti per venti minuti e fanno bere la terra e nascere la vita dal profumo del muschio.

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