Caro Amore,
Nessuno ha il coraggio di dire la verita' di te, te che sei un bambino irrequieto e capriccioso, ti aggrappi alle maniche dei soprabiti dei passanti ignari, e li conduci lontano, rubandogli tutto dalle tasche. Sembri indifeso e spaventato, ma hai il fuoco in corpo e mentre distrai le persone con i tuoi occhi color miele, gli carpisci i segreti, le emozioni, l'anima a poco a poco, e quando ormai sono nelle tue piccole mani li getti da una scogliera, e li guardi cadere ed agitare le braccia per afferrare l'aria.
Toccheranno il fondo, e mentre vagheranno nei vicoli piu' bui della citta', cercandosi nelle pozzanghere, vedranno su dei manifesti scarlatti ogni loro pensiero, ogni loro mistero, saranno sulla bocca di tutti, traditi dallo stesso assassino che li ha condotti alla miseria. Cosa faranno di loro stessi? Guardando in alto potranno vedere solo i palazzi collimare nel cielo, tronchi di cemento, autostrade di finestre, e nulla avra' piu' senso. Non sapranno piu' cosa pensare, fare, mangiare, si convinceranno che quella e' la fine del mondo, e forse un po' e' vero.
Ma questo non e' tutto quello che sei, sarebbe poco professionale da parte mia dire solo una parte della verita': riesci addirittura ad essere piu' sgradevole. Nei giorni in cui ti annoi e scorri sui marciapiedi a calciare sassi, ti aggiusti il cappello e scruti il mondo dalle tue iridi caramello, quello che vedi non ti piace. Noti ai piedi di una chiasa gialla due ragazzi, lui fuma sotto il sole pallido autunnale, lei si avvicina e gli parla di malinconia e segreti. I loro discorsi di impigliano ed intrecciano: quale migliore occasione per scoccare un dardo? Li prendi per l'orlo del cappotto e li porti con te. Persi nei loro pensieri non si accorgono di nulla, neanche sulle strade notturne tempestate di luci mentre si raccontano la vita, o alle prime carezze tiepide. Hai piantato il seme del caos. Vanno nel mondo paralleli e distanti, tentando di avvicinarsi, di darsi un'occasione di stare bene, ma i fili tesi dulle loro caviglie li ancorano a due muri, posti oscuri e sinistri. Viaggiano, parlano, cantano, si confidano, si scoprono ugualmente geniali e malati, inadeguati allo stesso modo. Si innamorano di tutto quello che l'altro puo' e non puo' dare, e nella loro costante instabilita' si barcamenano goffamente attraverso le insidie che hai piazzato sul loro cammino.
Nel sonno inizi a tessere su di lei un paracadute di insurezze, scateni una tempesta e, colpo di scena, lei vola via, strappati l'uno dall'altro. Ma hai in serbo ancora qualche asso nella manica per queste povere formiche sotto una lente al sole. Non si potranno sganciare veramente, poiche' piu' tirano l'elastico e piu' tornano indietro bruscamente e dolorosamente. Intano le foglie appassiscono, i loro occhi perdono colore, lei si ammala, lui con lei. Sei sicuro di riuscire nel tuo intento, ormai il burrone e' vicino, stanno andando a passo di danza proprio dove li volevi: un enorme malinteso. Volano parole e lacrime, insulti, grida, dolore, delusione, che li frastornano come una pioggia di pugni e lividi, e perdono l'equilibrio. E' fatta, precipitano nel vuoto.
Corpi morti in un canale d'aria, si lasciano cadere, non gli importa quanto gli fara' male il suolo, hanno perso tutto, e tu li vedi rimpicciolire dal ciglio del mondo, due punti neri nel vuoto. In quella che sembra una discesa infinita, si guardano, le lacrime galleggiano nel vento e gli rigano i volti. Allora capiscono che sono entrambi stati ingannati, tendono una mano tremante verso l'altro, si stringono e sono pronti a pagare per i loro sbagli, la loro ingenuita'. Il terreno si fa sempre piu' vicino, stanno per sbriciolarsi e smettere di esistere....quando lei si ricorda di avere un enorme paracadute sulle spalle, sei proprio tu che glielo hai cucito addosso. Sorride, stringe forte il suo tesoro piu' caro e distende con tutta la sua forza la loro ancora di salvezza. Il vento diventa una bolla leggera, e planano; sotto di loro c'e' un mare di novita' e di territori inesplorati. Hai perso inesorabilmente, e ancora piu' violento e insoddisfatto torni sui tuoi passi in cerca di nuove vittime.
E' questo quello che sei Amore, ma non preoccuparti, io non ti giudico, volevo solo raccontare la tua vera natura, tutti hanno il diritto di essere messi in guardia da te. Non sei riuscito a prenderci il cuore, ma in qualche modo ci hai insegnato quali sono le cose veramente importanti e di quanto siamo forti, ci hai un po' sottovalutati, o forse siamo noi a sopravvalutarti.
Intanto siamo approdati nel nostro futuro, ma in punta di piedi, di soppiatto, si avvicina una bambina dalle pupille di ghiaccio...
No comments:
Post a Comment